Racconti dai campi ACR…

CAMPO NAZIONALE PER RESPONSABILI, PAESTUM, 30 LUGLIO – 4 AGOSTO 2011

Ritornare da un bel campo diocesano alle due del pomeriggio, il tempo per un boccone e per una valigia molto improvvisata e via che si riparte per il campo nazionale specializzato ACR in meno di un’ora. Destinazione Santuario del Getsemani, Paestum, Salerno. Un viaggio lungo che ti fa venire voglia di pensare: “ma chi ce lo fa fare di andare di qua e di là, di prendersi impegni e responsabilità? Non ci starebbe meglio un po’ di meritato riposo?”. E allora ripensi che essere educatori è una piccola vocazione dentro una chiamata più grande a seguire Gesù e che sono propri gli acierrini a chiederti di non smettere mai di formarti, di appassionarti, di provare a migliorare…

Con questi pensieri che stimolano, superando città e paesini, insieme a Daue, Zanna e Miriam, arriviamo al Getsemani che è ormai sera.

“Finalmente un bella dormita”, pensiamo noi… E invece no! Siamo subito catapultati a ballare e cantare i nuovi inni dell’anno fra educatori di tutta Italia. Mettersi sempre in gioco è un’altra lezione che l’ACR non smette mai di raccontare a ragazzi e educatori.

Mettersi in gioco nei momenti divertenti e nella condivisione di esperienze associative… ma mettersi anche in ascolto di testimoni e relatori interessanti. Questo è stato il campo nazionale ACR! Sei giorni in cui si respira un’intensa aria di Ac e di Chiesa. La prima ti da la carica e ti chiama ad impegnarti in prima persona, la seconda ti ricorda i motivi di questo impegno, il senso di servizio e di corresponsabilità che ci guida nelle comunità.

Il valore dell’associazione si avvertiva forte quando abbiamo approfondito gli snodi della vita associativa (interiorità, popolarità etc…) per ragazzi ed educatori, nell’ascolto meditato del brano biblico di riferimento insieme al mitico assistente Don Dino, e ovviamente nella presentazione del cammino ACR 2011/2012 che porterà i ragazzi lungo sentieri, salite e discese, alla sequela di Gesù (tante novità…ma non anticipiamo altro!)

Il senso di Chiesa si respirava nei vari momenti di approfondimento sul tema centrale del campo: gli orientamenti pastorali sull’educazione per il decennio che sta iniziando (Educare alla vita buona del Vangelo). Un documento studiato in profondità con il Vescovo di Albano, Mons. Semeraro, in cui abbiamo ritrovato una grande consonanza fra ciò che l’Ac dice da anni e il cammino che la Chiesa italiana vuole intraprendere. Un legame che più volte ci hanno ribadito il presidente nazionale Franco Miano e la nuova responsabile nazionale ACR, barese doc, Teresa Borrelli.

Come leggere dunque questi orientamenti? Direi come una bussola, su cui l’AC può dire tanto,con il suo patrimonio di esperienze e relazioni, e con la prospettiva di seguire nuove strade, a partire da quel’“educare in rete” con la scuola, la famiglia, la parrocchia e la società in genere.

Come in montagna, arriva però il momento di scendere e raccontare quello che si è vissuto. Tanti spunti, molte idee e una grande carica per ricominciare a camminare con ragazzi ed educatori. Ora tocca a noi, a Imola….

P.S. Ho tralasciato l’aspetto fondamentale della cena regionale campana fra pizza, mozzarelle di bufala e melanzane alla parmigiana…

Ma per questo ci vorrebbe un altro articolo…

Daniele Fabbri


CAMPO I-II MEDIA, BADIA PRATAGLIA, 23-30 LUGLIO 2011

Anche quest’anno l’A.C.R. di prima e seconda media della Diocesi di Imola si è resa protagonista al campo scuola di Badia Prataglia.

Nella settimana dal 23 al 30 luglio, 47 ragazzi hanno avuto la possibilità di familiarizzare con l’importante storia racchiusa nel libro dell’Esodo, soffermandosi sul personaggio di Giosuè e l’importanza della chiamata di Dio.

Considerando tutti gli avvenimenti caratterizzanti questo Libro (la chiamata di Dio a Giosuè, l’attraversata del Mar Rosso, il dono della Manna dal cielo, l’infedeltà nel Vitello d’oro, il dono dei Dieci Comandamenti, etc), ogni giornata ha presentato un tema principale ben definito e su di esso sono stati organizzati momenti di preghiera, scenette di ambientazione, gruppi di studio/riflessione e giochi a tema.

Per migliorare il confronto e l’affiatamento a inizio campo i ragazzi sono stati suddivisi in quattro tribù che insieme hanno condiviso la maggior parte dei momenti. Così facendo hanno affinato la loro capacità di fare squadra e “l’aiuto del compagno”.

Ogni giorno offriva vari spunti su cui confrontarsi e sicuramente i ragazzi non si sono tirati indietro, affrontando da protagonisti i vari gruppi sull’affettività, i momenti di deserto loro proposti e le sfide/gioco contro gli educatori.

Tutto è stato gestito sulla base dell’organizzazione fissata in partenza, concedendo anche momenti di gioco libero che hanno permesso di sfruttare (tempo permettendo!) i campi sportivi di cui la Casa San Francesco non è avara. La pioggia in certe giornate l’ha fatta da padrone, impedendo lo svolgimento di una delle due passeggiate previste e di altre attività molto attese che sono state poi brillantemente recuperate nei giorni a seguire (come il riuscitissimo gioco notturno a sorpresa dell’ultima sera).

Si sono potute inserire molte attività di “cornice” che ancor meglio hanno fatto comprendere ai ragazzi qual’è lo spirito del campo scuola. Da segnalare l’importanza dei momenti serali che hanno dato libero sfogo alla loro creatività: prove canore giudicate dagli educatori in un memorabile simil-show televisivo, esibizioni in balli ebraici, momenti di veglia sotto le stelle, scenette riassuntive sulle tematiche del campo scuola e gli aneddoti più incredibili. Le scenette in particolare sono state spunto di riflessione e aiuto per gli educatori poiché hanno permesso di capire quanto realmente era stato appreso dai ragazzi durante il campo.

Riassumendo, questa esperienza è stata più che positiva per i ragazzi, che hanno sicuramente manifestato il loro attaccamento a questo appuntamento, sapendo mettersi in gioco per sé stessi e per i compagni, sapendo provocare gli educatori con domande quasi mai banali e imparando a rispondere SI’ alla chiamata del Signore come ha fatto Giosuè per il suo popolo.

http://www.youtube.com/watch?v=1wRyzNvKDfE

Lorenzo Zavaglia


CAMPO I-II MEDIA, OLTRE IL COLLE, 23-30 LUGLIO 2011

Dopo settimane di intensa preparazione, finalmente sabato 23 luglio 2011 siamo partiti: destinazione Oltre il Colle! Il campo scuola 1a – 2a media! Nell’aria il clima di trepidante attesa: ragazzi, educatori e assistenti pronti per un’intera settimana di gioco, preghiera, fraternità!

Ad attenderci una figura insolita: il condottiero Giosuè! Peccato che proprio lui fosse in difficoltà: temeva di non essere all’altezza per guidare il suo popolo, di non essere pronto, di essere troppo giovane… Fino a che capì che era il Signore a chiamarlo, arrendendosi alla volontà di Mosè.

E proprio Giosuè avrebbe coinvolto i ragazzi in un’avvincente sfida per rimotivare il popolo ebraico, sfinito da anni di cammino nel deserto, e condurlo fino alla Terra Promessa!

I ragazzi, accompagnando il popolo di Israele, guidati da Mosè e Giosuè, hanno rivissuto la storia della salvezza e dell’alleanza con Dio, sperimentando la Sua misericordia, capendo che Dio ha un progetto che da sempre è stato pensato per ciascuno di loro!

Lorenzo Zaniboni


CAMPO ELEMENTARI, BADIA BRATAGLIA, 16-23 LUGLIO 2011

Dal 16 al 23 Luglio trentasei ragazzi, insieme ad una decina di educatori ed al nostro assistente Don Matteo Casadio, sono partiti carichissimi per quello che si sarebbe rivelato un campo scuola davvero unico!

Non per niente i nostri ragazzi si sono catapultati ai tempi di Giosuè! Sì, perché proprio lui aveva bisogno di noi. Il Signore gli aveva affidato un compito importante, quello di guidare il popolo di Israele verso la Terra Promessa, ma le tribù erano stanche e demotivate. Chi meglio dei nostri ragazzi poteva portare gioia ed allegria ad un popolo scoraggiato e sfiduciato?

Anche i nostri ragazzi han no ricevuto, come Giosuè, una chiamata: sono aiutati da noi educatori a crescere; poi con le loro forze ed energie sono invitati a portare tutto ciò che di bello hanno imparato nella loro vita, nelle loro parrocchie, in famiglia, diventando grandi giorno dopo giorno lasciandosi guidare da Gesù.

Si è trattato di un tema profondo ed originale, che ha coinvolto molto i ragazzi, facendo loro cogliere il vero significato degli argomenti proposti da noi educatori.

Per molti di loro e molti di noi era la prima esperienza, altri erano già esperti, ma tutti sono riusciti a mettersi in gioco e aprirsi gli uni verso gli altri senza timori.

Non sono mancati momenti di preghiera, di condivisione, di gioco, di belle passeggiate, aiutati dal clima favorevole e dai volontari della Casa “Villaggio San Francesco” che ci hanno accolto a braccia aperte, con disponibilità e mille attenzioni.

Quindi, per tutti, arrivederci all’anno prossimo!

Giulia Zaniboni


CAMPO III MEDIA, OLTRE IL COLLE, 16-23 LUGLIO 2011

Probabilmente se dovessi descrivere il campo lo descriverei come una grande salita piena di curve, una strada stretta con tanti ostacoli e imprevisti. Eppure in una strada si può camminare vicino a chi fatica con te, e allora quelle avversità che ci sembravano grossi ostacoli si rivelano grossi vantaggi… L’essere pochi educatori ci ha permesso di camminare ancora più vicini ed uniti; il brutto tempo (e la conseguente scoperta dei piccoli spazi della casa) ci hanno aiutato a relazionarci tutti insieme ancora di più; la differenza di età tra gli educatori ha donato grandi e diverse testimonianze ai ragazzi… Poi, a completare tutta questa meraviglia, è stata la presenza del Signore, vista, rivista e stravista ogni giorno dentro gli occhi di ogni ragazzo! Tutti pieni di grinta, gioia e voglia di mettersi in gioco! Tutto ciò ha reso questo campo veramente speciale! Ma in fondo ci ha ricordato che tutti i campi regalano non solo conoscenza, ma anche amicizie, non solo risposte, ma anche domande, non solo sorrisi, ma anche la grinta di continuare giorno dopo giorno ad urlare la splendida presenza che è Gesù in noi!

Così abbiamo concluso il campo augurando a tutti i ragazzi di continuare il cammino su una strada stretta, per camminare uniti, piena di curve e ostacoli, per non iniziare a correre da soli più veloci degli altri, e in salita, perchè la salita regala fatica, ma la vetta dona emozioni!

Arianna Rivalta

1 comment

    • Federico on 15/09/2011 at 22:16

    vai ebrei vai ebrei vai ebrei!!!! (con balletto annesso)

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