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Cos’è l’ACR – Azione Cattolica dei Ragazzi

Cos’è l’ACR

L’ACR è la proposta educativa che rende possibile anche ai ragazzi di vivere l’Azione Cattolica, credendo nella loro capacità di essere protagonisti della propria crescita e di essere apostoli tra i coetanei.

L’AZIONE CATTOLICA DEI RAGAZZI è:

  • un gruppo di ragazzi

L’ACR si rivolge alle ragazze a ai ragazzi dai 6 ai 14 anni che sono chiamati a farne parte attraverso una scelta libera e personale. Nel gruppo i ragazzi sperimentano l’amicizia e trovano lo spazio per valorizzare a pieno i loro doni nell’incontro con gli altri e con la persona di Gesù.

  • un gruppo associativo

L’Acr è un’esperienza associativa, il ragazzo sceglie di starci con un’adesione personale, condividendo una regola di vita comune a tutta l’AC incentrata sulla preghiera, la condivisione e il servizio.

L’ACR vive l’appartenenza associativa all’Azione cattolica seguendo gli itinerari proposti per i tre archi di età (6-8; 9-11; 12-14), partecipando agli appuntamenti diocesani e alla vita unitaria dell’associazione insieme a giovani e adulti.

  • un gruppo di Chiesa

L’ACR vive la sua appartenenza alla Chiesa nella concretezza della vita della parrocchia e della diocesi. Il cammino di fede proposto e realizzato nel gruppo ACR è un itinerario di Iniziazione Cristiana, aiuta cioè ciascun ragazzo a prepararsi all’incontro personale con Cristo nei sacramenti, nella vita di Chiesa, nel servizio ai fratelli, nella scoperta e risposta alla propria vocazione

I PICCOLISSIMI
Non è facile oggi per i piccolissimi (i bambini fino ai 6 anni) incontrare chi apra la loro vita allo stupore dell’incontro con Dio. Eppure continua ad essere vero che i bambini imparano nella loro casa, nelle persone riunite insieme nel nome di Gesù e nell’amore, un segno della sua presenza.

Lo stupore del primo incontro con Dio
Accompagnare i più piccoli ad aprirsi a Dio con meraviglia e semplicità è il primo compito di un’educazione della fede basata soprattutto sul saper suscitare in loro gli atteggiamenti dell’ascolto e della fiducia, della gratitudine e della generosità, della festa e del perdono. Non è certamente troppo presto per educarli a fare piccole scelte, in riferimento alle prime nozioni di bene e di male. L’Azione Cattolica riserva anche ai piccolissimi una specifica attenzione educativa. Ciò avviene, in primo luogo, sostenendo l’azione formativa e di annuncio dei genitori – fin dalla preparazione al battesimo dei figli – affinché siano per loro i testimoni teneri e forti dell’amore di Dio e rivelino la bellezza della sua presenza. Ad essi spetta, infatti, il far risuonare per la prima volta nella vita dei figli il nome di Gesù. La proposta associativa comprende, inoltre, l’accompagnamento graduale nella vita della comunità, anche attraverso percorsi di preghiera da vivere in famiglia, l’educazione al dono di sé, la fedeltà a piccoli impegni quotidiani.

I RAGAZZI
I bambini e i ragazzi vivono l’età dei primi perché, della scoperta del mondo, dei primi incontri con gli altri. Varie esperienze contribuiscono ad allargare le loro conoscenze, che attingono a fonti sempre più varie e numerose che in passato. Oggi i ragazzi sanno più cose, eppure sono spesso indotti ad un atteggiamento passivo di fronte alla molteplicità di informazioni che ricevono, e che è difficile per loro assumere criticamente. Tutto ciò fa sì che alcune tappe evolutive siano vissute precocemente, mentre altri aspetti della personalità maturino con maggiore fatica. I confini fra le tappe evolutive sono più sfumati e le età si presentano con caratteri diversi rispetto al passato. I cambiamenti relativi alla preadolescenza, sempre più anticipata e sempre meno caratterizzata come tale, sono un segnale di questa evoluzione.
La crescita nella fede, inoltre, non sempre avviene con quella linearità che caratterizzava l’iniziazione cristiana fino ad alcuni anni fa. L’esperienza associativa spesso rappresenta il primo incontro dei ragazzi con il Vangelo, che essi vivono nell’apertura dell’anima al fascino per la persona di Gesù.

Conoscere Gesù con la vita
La scoperta della fede si sviluppa a partire dalla conoscenza di Gesù e della sua Parola, soprattutto attraverso l’esempio di quei testimoni che hanno risposto “sì” alla sua chiamata. La testimonianza dei protagonisti del Vangelo, dei santi, della vita cristiana dei genitori, degli educatori o di persone care rappresenta un esempio importante per la fede dei ragazzi. La scoperta è tanto più bella se può essere associata alla gioia di un gruppo di amici con cui questa esperienza viene condivisa. L’itinerario formativo vissuto dai ragazzi in ACI assume il volto di un contesto vitale nel quale fare esperienza della vita cristiana ed essere progressivamente introdotti dalla presenza, dalla testimonianza e dalla sollecitudine educativa di giovani e adulti credenti alla vita nuova in Cristo nella Chiesa.
Gli atteggiamenti del discepolo sono quelli che la formazione cercherà di promuovere nei ragazzi: l’ascolto e la ricerca, lo stupore, la gratuità e la sincerità, la disponibilità e la condivisione, fino alla partecipazione piena alla vita cristiana e alla missione della Chiesa.

Ragazzi protagonisti e apostoli
L’Azione Cattolica accoglie il cammino di crescita nella fede dei ragazzi all’interno della vita associativa, che ha la funzione di far toccare con mano la bellezza di un modo di vivere. Il gruppo è il contesto ordinario in cui il ragazzo vive l’esperienza associativa: qui sperimenta l’apertura agli altri, la ricchezza e la fatica di interagire con essi, la possibilità di un’appartenenza forte, capace di iniziare all’essere Chiesa. Nel gruppo, bambini e ragazzi assumono impegni e responsabilità a loro misura, per sviluppare quel protagonismo che li abilita ad essere consapevoli del dono della fede che hanno ricevuto e responsabili nel comunicarlo. I ragazzi sentono di essere una presenza preziosa per l’Azione Cattolica, che propone loro un cammino da apostoli verso i coetanei. In AC si viene accompagnati da un’azione educativa semplice e calda, che sa offrire risposte alle domande e che aiuta, soprattutto col suo stile, ad entrare a poco a poco nella vita della Chiesa: una famiglia più grande, dove portare l’attenzione per chi è piccolo. Questo percorso avviene con un coinvolgimento sempre più stretto della famiglia,prima responsabile dell’educazione dei figli (24).
Ai ragazzi vengono indicate, nella forma adatta alla loro età, le mete formative che qualificano il progetto: il rapporto interiore e personale con Gesù, la fraternità che porta al dono di sé, la responsabilità, la vita nella Chiesa.
Questo percorso assume il valore di iniziazione alla fede e inserisce i ragazzi progressivamente nella conoscenza e nell’esperienza della vita cristiana, della sua bellezza, dei suoi impegni, delle sue responsabilità. A questo fine, si favoriscono nei ragazzi atteggiamenti di preghiera spontanea, personale e comunitaria; si promuovono itinerari di educazione alla pace e all’impegno; si coinvolgono attivamente nella vita della comunità e nel cammino dell’anno liturgico.
La scelta esperienziale qualifica la proposta dell’AC come un organico itinerario di approfondimento della fede, di celebrazione, di testimonianza.

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