Mag 09

ACR Country Party a Massa Lombarda

Sabato 14 maggio la parrocchia di Massa Lombarda organizza all’oratorio San Paolo (via G. Bassi) una festa a base di musica e divertimento per ragazzi delle medie, a partire dalle 20:30.

Per info scarica il Volantino ACR Country Party

Mag 08

I delegati alle prese con il documento assembleare

Nella giornata di sabato l’assemblea nazionale di AC è continuata con un programma particolarmente intenso. Prima la Santa Messa celebrata dall’assistente mons. Sigalini, poi il dibattito sulla bozza del documento assembleare presentata ieri dal Presidente Miano, preambolo ai gruppi di lavoro. E’ qui che i delegati hanno avuto la possibilità di proporre formalmente modifiche al documento.

I gruppi erano divisi in base ai sei snodi fondamentali da cui l’AC vuole ripartire nel prossimo triennio. Vediamoli:

1) L’interiorità: “è importante ritrovare spazi e modi per curare la dimensione contemplativa e celebrativa della propria fede, indispensabili per riuscire a vivere l’ordinarietà“. (N.B. questo e i seguenti sono alcuni stralci estratti dal documento)

2) Il radicamento nella società: “l’associazione da una parte è chiamata a partecipare alla riflessione sui cambiamenti in atto, o a suscitarla laddove è assente, dall’altra, a ripensare in maniera equilibrata le forme della propria proposta, per essere, anche in questo nuovo contesto, vicina alla vita delle persone“.

3) La popolarità: “solo una proposta associativa viva, che ha a cuore le domande di vita degli uomini e che si sforza sempre di più di incontrarli e di parlare la lingua delle loro fatiche e delle loro gioie, rende l’esperienza delle associazioni di base bella e significativa per i suoi soci“.

4) L’adesione: “aderire all’AC significa essere corresponsabili della missione della Chiesa condividendo insieme gli obiettivi, lo stile, il metodo per stare in essa e nel mondo da laici, per raccontare la bellezza del Vangelo“.

5) La formazione: “educatori e responsabili non si nasce, ma neppure ci si improvvisa. La responsabilità richiede accompagnamento paziente e generoso“.

6) La corresponsabilità: “rilanciare con forza la partecipazione attiva di tutti gli aderenti è un modo per restituire vivacità all’associazione e al tempo stesso può costituire un significativo esempio di che cose significa essere corresponsabili nella Chiesa e buoni cittadini nella società“.

Il meccanismo di modifica è composto di una serie di regole piuttosto rigide, ma pensate, studiate, condivise. In un certo senso necessarie in questo tempo di disaffezione nei confronti degli strumenti rappresentativi da parte dei cittadini, perchè oltre l’aspetto burocratico, favoriscono la libera espressione delle idee di tutti e di ciascuno, riaffermando il carattere democratico dell’Azione Cattolica. La presentazione di ciascun emendamento (cioè la riscrittura di una parte della bozza, la sua integrazione o la sua soppressione) deve essere firmata da almeno 40 delegati, presentata, discussa e poi votata. Certo, dare spazio al dialogo e alla proposta costa più fatica e costringerà i delegati a fare le ore piccole, ma il risultato sarà un documento assembleare ancor più condiviso e pronto ad essere sminuzzato e metabolizzato nei prossimi tre anni nelle varie realtà associative del nostro paese.

Mag 07

Festa degli incontri

Anche quest’anno si terrà la Festa Diocesana degli Incontri, che segna la conclusione del cammino annuale ACR. Quest’anno a fare da cornice all’appuntamento sarà piazza Matteotti, a Imola. Luogo che abbiamo scelto per sottolineare la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della città.
I volantini sono disponibili in Centro Diocesano (davanti al Duomo) e in formato digitale (file volantino).
Accorrete numerosi!!!

Mag 07

Al via la XIV assemblea nazionale di AC

Con una lunga serie di interventi di benvenuto, si è ufficialmente aperta a Roma questo pomeriggio l’assemblea nazionale dell’Azione Cattolica Italiana. 1200 partecipanti, più di 900 delegati all’elezione del nuovo consiglio nazionale, tanti rappresentati delle AC estere e di altre associazioni e movimenti italiani.

Un’occasione speciale per guardare al futuro con rinnovato coraggio e spirito profetico, ha suggerito il cardinal Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i laici. Lo slogan dell’assemblea “Vivere la fede, amare la vita” si colloca proprio in quest’ottica. Parole semplici (come sottolineava il Presidente Franco Miano), ma che colpiscono al cuore ogni cristiano, la quale sfida primaria nella società di oggi è coniugare la Parola con le parole della vita. Gli aderenti di AC, forti della loro vocazione a diventare santi nei luoghi in cui operano tutti i giorni (concetto ribadito dall’assistente generale mons. Domenico Sigalini e dal segretario generale della CEI mons. Mariano Crociata), devono farsi portatori di una testimonianza del Vangelo coerente, umile, generosa. Devono saper incarnare quella speranza cristiana senza la quale tutto ciò che diciamo e facciamo così operosamente quanto gratuitamente nelle parrocchie e nelle diocesi perde di significato. La Chiesa e la società hanno bisogno di laici formati capaci di gettare ponti che uniscano una realtà sempre più disgregata e in balia di una profonda crisi morale, che non può lasciare tranquilli.

Un’appello particolare a questa assunzione di responsabilità ha voluto lanciarlo anche il Santo Padre Benedetto XVI, che nel suo messaggio ha chiamato l’AC ad aiutare l’Italia a rimanere fedele al suo ruolo di ponte tra i popoli del Mediterraneo, in un momento in cui è l’accoglienza a dover vincere sull’egoismo dilagante. Abbiamo bisogno di tradurre il Vangelo in vita, in esperienze concrete. E allora sapremo davvero amarla. Amare la vita sempre. Amare la vita di tutti.

http://assemblea.azionecattolica.it/

Mag 03

PAROLA & PAROLE

L’Azione Cattolica Italiana, in vista della prossima Assemblea nazionale dell’Associazione, che si svolgerà a Roma dal 6 all’8 maggio 2011, ha organizzato il 3 maggio un seminario di Studio  per operatori della comunicazione sul  rapporto tra Chiesa cattolica e comunicazione. “Vivere la fede, amare la vita”, tema della prossima assemblea nazionale dell’Azione cattolica, “vuol dire proprio saper mettere insieme la Parola e le parole”. Così Franco Miano, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana (Ac), ha aperto i lavori che si sono articolati in due sessioni. La prima, moderata dal vaticanista del Tg1 Fabio Zavattaro, aveva per tema “Intelligenza della fede, nuovi media e nuova comunicazione. ”“L’indifferenza”, la “sacralizzazione della tecnica”, il “linguaggio”, sono tre sfide culturali da non subire, ma interpretare creativamente nel contesto dei nuovi media digitali secondo mons. Domenico Pompili, sottosegretario della Cei e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali. Il presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali (Pccs), mons. Claudio Maria Celli, è partito proprio ricordando l’“esperienza particolarmente viva” vissuta proprio il giorno precedente in Vaticano, nel primo incontro con i bloggers voluto dalla Santa Sede. “Le nuove tecnologie – ha sottolineato mons. Celli – mettono di fronte a noi possibilità prima inimmaginabili”. Il presidente del dicastero vaticano ha rilevato come “apparteniamo a una Chiesa che ‘è’ comunicazione, non fa soltanto comunicazione: anzi, se non comunica non è Chiesa”. “Le nuove tecnologie – ha affermato il prelato- aprono possibilità enormi, ma vanno vissute con un atteggiamento di dialogo rispettoso”.  Qui Celli ha evocato la necessità di una “diaconia della cultura” e di una “pastorale del mondo digitale”. La seconda sessione, moderata da Rosario Carello, giornalista e conduttore di «A sua Immagine»-Rai 1, è stata  dedicata  ai volti della comunicazione e ha dato voce ad esperti ed operatori del mondo dei media che hanno portato la loro esperienza sul campo. Michele Sorice, Sociologo della comunicazione e Direttore del Cmcs della Luiss, si è concentrato sulle criticità nel comunicare la chiesa oggi, criticità che nasce dalla natura multiforme di un soggetto che è al contempo organizzazione verticale, comunità orizzontale, una fonte comunicativa, una corpo che cammina, etc. Vania De Luca, Giornalista di «Rainews24» e Presidente Ucsi-Lazio, ha raccontato la sua esperienza di vaticanista in una All news, mentre  Paolo Bustaffa, Direttore dell’Agenzia «Sir», ha concentrato il suo intervento sull’informazione del territorio fatta dai settimanali diocesani che, in modo tutt’altro che provinciale, tengono assieme le dimensioni tipiche della comunità cristiana, locale e universale. Marco Tarquinio, Direttore del quotidiano «Avvenire» ha raccontato l’esperienza quotidiana di un giornale di  ispirazione  cristiana, che si trova al “crocevia” fra la dimensione verticale e orizzontale della Chiesa evocate da Sorice.

Apr 30

“La realtà famigliare e la sua responsabilità educativa”

Mercoledì 4 maggio, alle 21, l’appuntamento per gli educatori ACR della zona di Imola (ma l’incontro è aperto a tutti gli interessati) è nella parrocchia di Zolino dove nell’ambito dei periodici incontri di formazione zonale interverrà il pedagogista Stefano Martinelli, su un tema particolarmente sentito: la famiglia e la sua responsabilità educativa.

L’incontro sarà preceduto da una pizzata, alle 20, per la quale è necessario prenotarsi contattando i responsabili zonali (Gabriele gabry.mongardi@gmail.com Rita rita.colangelo@hotmail.it)

Apr 29

Incontro MSAC sul Nucleare

Mercoledì 30 Marzo 2011, alle 20:15, si terrà presso l’ITIS Alberghetti diImola l’incontro mensile del Movimento Studenti di Azione Cattolica.

Il tema sarà l’Energia Nucleare!

L’incontro è aperto a tutti perchè crediamo sia indispensabile – soprattutto in vista del referendum di giugno – essere il più possibile informati riguardo a questa tanto discussa fonte di energia, di cui effettivamente si conosce poco, e che potrebbe vederci coinvolti molto da vicino nel giro di poco tempo.

Vi aspettiamo!!

Scarica il volantino

Apr 28

Il nostro grazie a Giovanni Paolo II

+Domenico Sigalini e Franco MianoMolti i ricordi di un incontro felice. All’inizio sta la prima stretta di mani all’Azione Cattolica di papa Giovanni Paolo II in un’udienza memorabile il 30 dicembre 1978, nell’Aula Paolo VI e nella basilica di San Piertro a Roma, a poco più di due mesi dalla elezione a sommo Pontefice, caricata di indicazioni preziose di cammino e di fedeltà, e alla fine una immagine indelebile, una esperienza intensa, un testamento accorato e una eredità preziosa regalata il 5 settembre del 2004 a Loreto. La sofferenza per la malattia sul suo volto e la sua tenacia nel resistere per portare a termine la giornata, che costituiva la sua ultima uscita da Roma per una missione pastorale in Italia e nel mondo, sono l’immagine viva di un lungo rapporto di grazia e di verità, di sostegno e di guida, di cordialità e di amore vero. Un tocco di gentilezza e di profonda sensibilità lo ha espresso la domenica successiva, il 12 settembre all’Angelus a Castel Gandolfo, quando inaspettatamente si è richiamato a quell’incontro, quasi a rinforzare quei messaggi che era riuscito con fatica a dire nella spianata di Montorso.
Anche a partire da questo testamento spirituale, l’Azione Cattolica e l’Editrice AVE hanno deciso di pubblicare “La Chiesa ha bisogno di voi”, un volume curato da Paolo Trionfini che aggiorna un testo edito nell’anno 2003 e che presenta tutto il magistero di Giovanni Paolo II, completato non solo con i discorsi ufficiali, ma anche con i bellissimi saluti degli Angelus e i cenni indiretti durante le omelie di beatificazioni e canonizzazioni di laici cristiani.
All’inizio del suo pontificato, quando ancora i giornalisti e la stampa si stavano riavendo dallo «Shock Woytila», come titola un libro recente delle edizioni San Paolo, e stavano a lambiccare se era di destra o di sinistra, progressista o conservatore, se poteva o no stare negli schemi preconfezionati, tipicamente italiani, Giovanni Paolo II aveva già inaugurato il suo rapporto cordiale, sincero, deciso, determinante con ogni realtà pastorale italiana e subito anche con l’Azione Cattolica.
Il magistero che poi ne è seguito è stato sempre più preciso, concreto, capace di indicare mete, svolte da fare, campi da approfondire, vocazioni laicali da vivere con generosità e collocazione dell’associazione nella molteplice, variegata vivacità laicale del dopo Concilio. L’amore di Giovanni Paolo II per l’Azione Cattolica ha visto momenti drammatici, come l’assassinio di Vittorio Bachelet che il Papa conosceva da prima, e per il quale ha celebrato in San Pietro una memorabile omelia. Si è arricchito di anno in anno con i discorsi alle Assemblee nazionali triennali, con gli incontri con gli assistenti, gli adulti, i giovani, i ragazzi. È stato un crescendo di dialoghi e di insegnamenti. Lui stesso ha continuamente stimolato e condiviso il rinnovamento degli anni 2000, ha dato indicazioni molto precise per il servizio alla comunità cristiana di base che in Italia è sempre la parrocchia, nella sua vivacità e stanchezza, rinnovata missione e tentazione di adattamento, casa e palestra di santità. Dalla prima terna programmatica del ’78: culto della verità, ansia della santità, gioia dell’amicizia, fino alle tre consegne che ricordava da Castel Gandolfo nel 2004: «vorrei qui richiamare le tre consegne che a Loreto ho affidato all’Azione Cattolica: la contemplazione per camminare sulla strada della santità; la comunione per promuovere la spiritualità dell’unità; la missione per essere fermento evangelico in ogni luogo».
Oggi che lo veneriamo come beato, che lo possiamo pregare per avere intercessione di amore verso Dio, abbiamo ancora di più la consapevolezza di una gratitudine a Dio per il dono grande che ci ha fatto e una fedeltà generosa ai suoi insegnamenti.

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