Il prof. Franco Miano confermato Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana

Il professore Franco Miano è stato confermato Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana per il triennio 2011-14.

La nomina è avvenuta oggi pomeriggio in seno al Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana che ha scelto all’interno della terna di nomi che il Consiglio nazionale dell’Azione Cattolica Italiana aveva indicato dopo la conclusione della XIV Assemblea nazionale dell’Associazione.

Campano, 50 anni, vive a Pomigliano d’Arco in provincia di Napoli, diocesi di Nola. Sposato con Pina De Simone e padre di Armando e Irene, il professore Miano è ordinario di Filosofia morale nell’Università degli Studi di Roma “Torvergata”.

Nell’apprendere la notizia della sua riconferma, il Presidente Franco Miano ha dichiarato:

«Nell’esprimere la mia profonda gratitudine al Consiglio nazionale dell’AC e ai nostri vescovi, in primo luogo al presidente card. Angelo Bagnasco e ai membri del Consiglio episcopale permanente della Cei, per la confermata fiducia riposta nella mia persona, affidandomi nuovamente un servizio che spero di onorare con l’aiuto del Signore, rinnovo il mio sì alla lunga storia dell’Associazione e alla sua viva tradizione.

Il mio primo pensiero in questo momento va a tutti i soci e ai sacerdoti assistenti della nostra Azione Cattolica impegnati nelle migliaia di parrocchie della nostra amata Italia. A loro rivolgo un grande e forte abbraccio dicendo grazie per le energie che spendono nel rendere la nostra Associazione ancora più bella e più pronta a muovere i suoi passi, insieme a tutta la Chiesa, ai nostri carissimi pastori, al fine dell’annuncio del Vangelo all’uomo di oggi.

In questo cammino ci sia di sostegno l’insegnamento di Benedetto XVI. È ancora vivo nel cuore di tutti il ricordo bellissimo dell’Incontro nazionale dello scorso 30 Ottobre in Piazza San Pietro con decine di migliaia di ragazzi e giovanissimi.

L’Azione Cattolica desidera essere sempre più disponibile nel suo servizio alla Chiesa, rispondendo all’invito rivoltoci quel giorno dallo stesso Santo Padre: “Abbiate il coraggio, vorrei dire l’audacia di non lasciare nessun ambiente privo di Gesù, della sua tenerezza che fate sperimentare a tutti, anche ai più bisognosi e abbandonati, con la vostra missione di educatori”. Indicandoci esempi di amore genuino nei tanti beati e santi di Azione Cattolica: da Piergiorgio Frassati ad Alberto Marvelli, da Pierina Morosini ad Antonia Mesina. Così come altre grandi figure di uomini e donne, da Giuseppe Toniolo, prossimo alla beatificazione, ad Armida Barelli.

L’Azione Cattolica in questo tempo si pone ancora una volta al servizio dell’uomo per onorare la dignità personale con i suoi valori irrinunciabili, a cominciare dalla vita e dalla pace, dalla famiglia e dall’educazione, per camminare accanto a tutti e a ciascuno, a tessere insieme una trama viva di relazioni fraterne. Ciò significa spendersi in favore del bene comune, attraverso l’educazione alla responsabilità personale, all’impegno pubblico, al senso delle istituzioni, alla partecipazione, alla democrazia.

Mi piace citare in questo giorno, come già tre anni fa, la frase pronunciata nel 1964 da Vittorio Bachelet quando venne nominato Presidente dell’Associazione: “L’Azione Cattolica vorrebbe aiutare gli italiani ad amare Dio e ad amare gli uomini. Essa vorrebbe essere un semplice strumento attraverso il quale i cattolici italiani siano aiutati a vivere integralmente e responsabilmente la vita della Chiesa; e insieme a vivere con pieno rispettoso impegno cristiano la vita della comunità temporale e della convivenza civile”».

Roma, 25 maggio 2011

L’ACR fa festa e incontra la città

Ormai ci siamo! Dopo parecchi anni, l’ACR torna a colorare il centro di Imola per uno dei suoi appuntamenti: in quest’occasione la Festa degli Incontri.

Sabato prossimo, 28 maggio, dalle 16 alle 18:30, i ragazzi sono chiamati in piazza Matteotti, dove impegnandosi in tantissimi giochi avranno il modo di incontrare una Città che ha bisogno di essere conosciuta, popolata, vissuta.

L’ACR vuole condividere questo momento con tutta l’associazione: con gli adulti, presenza insostituibile nella rinnovata sfida educativa; con i giovani, chiamati con coerenza e responsabilità a farsi ponte tra grandi e piccoli; con gli assistenti, guide determinanti nei sentieri della vita.

Tutti insieme, vivremo una festa che sarà possibilità d’incontro non solo tra noi, ma anche con la gente della nostra città, con la quale siamo chiamati a costruire il bene comune partendo fin da subito e fin da piccoli.

Vai alla pagina del volantino (pdf)

Lazzati. Amare il tempo in cui si vive

Nel 25esimo della morte di Giuseppe Lazzati(18 maggio), figura eminenete del cattolicesimo italiano del XX secolo, riportiamo questa bella riflessione di Paolo Bustaffa direttore del Sir (l’agenzia stampa dei settimanali diocesani italiani). Lazzati, esponente di spicco della Giac e dell’Azione Cattolica ambrosiana, è stato Costituente, parlamentare per un mandato negli anni 50, docente all’Università Cattolica e rettore di quella Università a partire dal ’68 e fino agli anni 80. Ci ha lasciato pensieri e scritti importanti sulla laicità, il ruolo dei laici nella Chiesa e nel mondo, l’impegno per la città dell’uomo. Servo di Dio, è in corso la causa di beatificazione. Alleghiamo inoltre un’intervista di Gianni Borsa, direttore di Segno al postulatore di Lazzati apparsa sul sito del Sir.

Paolo Bustaffa*
«Il laico è un uomo che sa che il mondo esiste».Giuseppe Lazzati, di cui il 18 maggio ricorre il 25° anniversario della morte, citava volentieri questa espressione del cardinale e teologo francese Yves Congar e la commentava dicendo che «le definizioni più semplici spesso sono le più profonde».
Precisa, il rettore che guidò per 15 anni l’Università Cattolica (1968-1983), che “sapere” non solo è conoscere a fondo la realtà ma è assumere con competenza l’impegno di farla crescere e aprirla a orizzonti di verità e di libertà. Lazzati anche oggi ricorda che i laici, «mentre costruiscono la città dell’uomo, scoprono tutte le possibilità evangeliche nascoste nella realtà per farle emergere».
Scoprire e far emergere le tracce di Vangelo che sono nel mondo è una tra le più belle avventure di un laicato che intende collocarsi in una posizione di responsabilità e maturità nella Chiesa e nella società: un laicato che sceglie di stare con amore dentro la storia e guarda il suo svolgersi, spesso tumultuoso, con gli occhi di Dio.
Da una parte, dice alla Città le ragioni della speranza cristiana e, dall’altra, porta nella comunità cristiana le preoccupazioni e le attese della Città.
Questo laicato c’è anche oggi e cammina ogni giorno nella Chiesa e nel mondo con il passo e con lo stile del Vangelo, con il passo e con lo stile del Concilio.
Non è il gigante addormentato che qualcuno ancora oggi si attarda a evocare sterilmente. Non è una presenza rumorosa, non è fatto di personaggi che bucano il video ma è una grande realtà di uomini e donne che ogni giorno tengono insieme la Città e la Chiesa, costruiscono ponti tra l’una e l’altra.
Bisogna stare di più sul territorio per conoscere questa presenza, questa fatica, questo impegno e questo pensiero.
Nel camminare sulle strade del mondo dice Lazzati, «il laico cristiano deve saper evitare due errori: l’integrismo e il clericalismo, quasi bastasse la fede, la dimensione soprannaturale, mentre questa non è che l’anima della dimensione naturale dell’uomo; il naturalismo, o laicismo, come se la natura da sé, senza l’animazione della grazia, fosse capace di realizzare totalmente le proprie potenzialità».
È la fede pensata, quindi vissuta, a impedire i due errori e, soprattutto, ad alimentare la coscienza del laico cristiano nel suo abitare la città.
Questi temi cari a Lazzati si sono incrociati nei giorni scorsi con due messaggi autorevoli.
Il primo è di Benedetto XVI a Venezia: «…raccomando anche a voi, come alle altre Chiese che sono in Italia, l’impegno a suscitare una nuova generazione di uomini e donne capaci di assumersi responsabilità dirette nei vari ambiti del sociale, in modo particolare in quello politico».
Il secondo messaggio è del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Non si può crescere, non si può avere soddisfazione nella vita, se non si è animati da alcuni grandi valori e se non ci si impegna a realizzare degli obiettivi, non solo personali ma comuni a tutti».
Parole che invitano a non rassegnarsi di fronte allo smarrimento della cultura politica. Ed è proprio di fronte a tanta fragilità che il pensiero di Lazzati si rivela in tutta la sua feconda attualità.
«Bisogna amare il tempo in cui si vive – afferma – con quell’intelligenza critica che sa cogliere ciò che vi è di buono e ciò che va evitato, impegnandosi a potenziare ciò che è valido, da qualunque parte venga, anche da coloro che sono ideologicamente e politicamente diversi, sapendo che il nostro compito è quello di potenziare la verità».
Amare con coscienza critica il tempo in cui si vive e potenziare la verità: ecco l’appello che, a 25 anni dalla morte, Giuseppe Lazzati rilancia. Occorre riprenderlo e coniugarlo con le sfide di questo nostro tempo. Occorre riproporlo, non solo con le parole, alle nuove generazioni perché, nella loro ricerca di un nuovo pensare e agire politicamente, avvertano la presenza di un maestro e di un padre.

*fonte www.azionecattolica.it

Intervista a Piergiorgio Confalonieri postulatore di Lazzati (a cura di Gianni Borsa).doc

EuropeanDay MSAC!

L’european day è un’iniziativa regionale in cui si ha la possibilità di incontrare e confrontarsi con altre realtà riguardo al tema del volontariato. Oltre a momenti di riflessione ci si divertirà moltissimo con giochi e attività coinvolgenti!

Il ritrovo da Imola è previsto per le ore 7:40 dalla stazione dei treni. Spese previste per la giornata: 16.80 euro per i biglietti del treno per Parma e 2 euro come contributo per l’organizzazione.

Vi aspettiamo numerossissimi!! Un abbraccio l’equipe Msac diocesana.

Di ritorno da Roma: la parola ai delegati imolesi

Come sempre, ci aspettiamo tanto da voi. Sono le parole con cui il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha chiuso l’omelia della Santa Messa celebrata domenica mattina a conclusione della XIV assemblea nazionale AC. Parole che suonano come ulteriore incorragiamento da parte dei vescovi italiani nei confronti dell’Azione Cattolica, a maggior ragione in un decennio che proprio loro hanno dedicato all’educazione, tema centrale non da oggi per la nostra associazione.

Dopo che la discussione degli emendamenti si era protratta fin oltre l’una la sera prima, domenica restava solo da approvare il documento assembleare definitivo e ascoltare la lista degli eletti nel nuovo consiglio nazionale. Elemento positivo è stata l’affluenza alle urne: dei delegati aventi diritto, si è presentato a Roma a votare il 92%. Dato che speriamo essere di buon auspicio anche al di fuori dei “nostri confini”. L’attenzione alla formazione politica e sociale, che contraddistingue un’associazione come la nostra, non deve mai essere data per scontata; va promossa su basi qualitativamente alte e il più diffuse possibile, secondo il presidente Franco Miano. Pensiero condiviso da Anna Dal Pozzo, presidente diocesano di Imola: “L’assemblea nazionale è sempre un momento di grazia per l’AC. Ribadiamo pubblicamente il nostro carattere di associazione democratica, che condividendo il fine apostolico generale della Chiesa, si spende apertamente per la società. In questo senso ho molto apprezzato il messaggio che ci ha rivolto il Presidente Napolitano, che ha ricordato come l’AC da sempre sia un importante componente del tessuto sociale del Paese, operando senza chiusure pregiudiziali.”

Oltre al presidente diocesano, da Imola erano presenti altri 3 delegati, 1 uditore e un componente della commissione elettorale, Marco Maccolini, giunto al termine di un triennio speso in centro nazionale a servizio del Msac.

Anche Daniele Fabbri, delegato per l’ACR, ha sottolineato come sia stato l’aspetto della democraticità ad averlo colpito maggiormente in quest’assemblea; una democraticità che è elemento fondamentale per spiegare la dedizione con cui l’AC si adopera per la Chiesa e il mondo.

Rossella Pani, delegata Giovani, è stata colpita particolarmente dal clima amichevole e famigliare, di gente che si vuole bene e che condivide il desiderio di prendersi a cuore le generazioni come impegno educativo serio.

Floriano Galeotti, delegato del MLAC, ha invece espresso il suo pensiero sull’assemblea con quello che potrebbe essere definito un aforisma marzulliano: “Una fatica ricca!”

In fondo è proprio quello che sperimentiamo nell’impegno quotidiano nelle nostre parrocchie; spendiamo tante energie, ma è primariamente lì che impariamo a vivere la fede e amare la vita.

ACR Country Party a Massa Lombarda

Sabato 14 maggio la parrocchia di Massa Lombarda organizza all’oratorio San Paolo (via G. Bassi) una festa a base di musica e divertimento per ragazzi delle medie, a partire dalle 20:30.

Per info scarica il Volantino ACR Country Party

I delegati alle prese con il documento assembleare

Nella giornata di sabato l’assemblea nazionale di AC è continuata con un programma particolarmente intenso. Prima la Santa Messa celebrata dall’assistente mons. Sigalini, poi il dibattito sulla bozza del documento assembleare presentata ieri dal Presidente Miano, preambolo ai gruppi di lavoro. E’ qui che i delegati hanno avuto la possibilità di proporre formalmente modifiche al documento.

I gruppi erano divisi in base ai sei snodi fondamentali da cui l’AC vuole ripartire nel prossimo triennio. Vediamoli:

1) L’interiorità: “è importante ritrovare spazi e modi per curare la dimensione contemplativa e celebrativa della propria fede, indispensabili per riuscire a vivere l’ordinarietà“. (N.B. questo e i seguenti sono alcuni stralci estratti dal documento)

2) Il radicamento nella società: “l’associazione da una parte è chiamata a partecipare alla riflessione sui cambiamenti in atto, o a suscitarla laddove è assente, dall’altra, a ripensare in maniera equilibrata le forme della propria proposta, per essere, anche in questo nuovo contesto, vicina alla vita delle persone“.

3) La popolarità: “solo una proposta associativa viva, che ha a cuore le domande di vita degli uomini e che si sforza sempre di più di incontrarli e di parlare la lingua delle loro fatiche e delle loro gioie, rende l’esperienza delle associazioni di base bella e significativa per i suoi soci“.

4) L’adesione: “aderire all’AC significa essere corresponsabili della missione della Chiesa condividendo insieme gli obiettivi, lo stile, il metodo per stare in essa e nel mondo da laici, per raccontare la bellezza del Vangelo“.

5) La formazione: “educatori e responsabili non si nasce, ma neppure ci si improvvisa. La responsabilità richiede accompagnamento paziente e generoso“.

6) La corresponsabilità: “rilanciare con forza la partecipazione attiva di tutti gli aderenti è un modo per restituire vivacità all’associazione e al tempo stesso può costituire un significativo esempio di che cose significa essere corresponsabili nella Chiesa e buoni cittadini nella società“.

Il meccanismo di modifica è composto di una serie di regole piuttosto rigide, ma pensate, studiate, condivise. In un certo senso necessarie in questo tempo di disaffezione nei confronti degli strumenti rappresentativi da parte dei cittadini, perchè oltre l’aspetto burocratico, favoriscono la libera espressione delle idee di tutti e di ciascuno, riaffermando il carattere democratico dell’Azione Cattolica. La presentazione di ciascun emendamento (cioè la riscrittura di una parte della bozza, la sua integrazione o la sua soppressione) deve essere firmata da almeno 40 delegati, presentata, discussa e poi votata. Certo, dare spazio al dialogo e alla proposta costa più fatica e costringerà i delegati a fare le ore piccole, ma il risultato sarà un documento assembleare ancor più condiviso e pronto ad essere sminuzzato e metabolizzato nei prossimi tre anni nelle varie realtà associative del nostro paese.

Festa degli incontri

Anche quest’anno si terrà la Festa Diocesana degli Incontri, che segna la conclusione del cammino annuale ACR. Quest’anno a fare da cornice all’appuntamento sarà piazza Matteotti, a Imola. Luogo che abbiamo scelto per sottolineare la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita della città.
I volantini sono disponibili in Centro Diocesano (davanti al Duomo) e in formato digitale (file volantino).
Accorrete numerosi!!!

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