locandina festa


DOVE VA L’EUROPA?

INTRODUZIONE

Appunti per un cammino insieme verso la festa unitaria

Il 19 Aprile è una data importante da segnarsi da subito sull’agenda. È quella festa unitaria, un appuntamento che ormai è nella tradizione della nostra associazione diocesana ed è prima di tutto un’occasione per incontrarsi e stare insieme. Fra persone di parrocchie diverse, di diverse età. Semplicemente. Come in famiglia.
Ma la festa è, come sempre, anche un’occasione di riflessione.
Sollecitati dalla crisi internazionale di dimensione globale, dai fenomeni migratori e anche -perché no- dall’imminenza delle prossime elezioni europee, abbiamo pensato insieme agli amici della presidenza di dedicare la festa unitaria, che già da qualche anno ruota intorno al tema del bene comune, all’ambito europeo.
A qualcuno, a prima vista, può sembrare un ambito un po’ lontano, astratto. A ben pensare non è così e l’invito è a partecipare, toccando con mano che le cose stanno diversamente.
Vogliamo riflettere sulle sfide con cui l’Europa è chiamata oggi a misurarsi e al contributo che possono portare i cristiani. Vogliamo tenere insieme le sfide e i segni di speranza.
Vogliamo parlare di radici, ma anche di frutti. Le radici, infatti, sono sotto terra, invisibili, i frutti invece sono visibili e fanno comprendere se la pianta è sana: ecco perché il futuro si vede dalle radici.
Il cammino triennale dell’associazione “Chiamati ad essere santi insieme” ci richiama all’importanza della testimonianza personale e comunitaria. Anche alla festa ci vogliamo far aiutare da alcuni testimoni d’eccezione. Ma non possiamo dire di più.
Allora ci prepariamo ad incontrarci, ognuno con il desiderio di portare il proprio contributo alla festa. Uniti nella diversità, come recita il preambolo alla Costituzione europea.

La commissione festa



DOVE VA L’EUROPA?  UNA FESTA CHE CI CHIAMA ALLA SANTITÀ

Appunti per un cammino insieme verso la festa unitaria

L’Europa oggi, a guardarla, suscita perplessità se non quasi scetticismo. La paura sembra avere fatto da parte la speranza che tale istituzione, negli ultimi 50 anni aveva suscitato. Paura di una burocrazia lontana e nello stesso tempo invadente, di un’Europa senza identità e senza frontiere. Dovremmo però fare un passo indietro, anzi guardarci indietro, perchè leggere la storia deve aiutarci a leggere i segni dei tempi, ciò che il Signore ci ha indicato per un mondo migliore. Per secoli popoli e Stati hanno tentato, con la guerra e l’uso delle armi, di conquistare la supremazia sul continente europeo. Alla fine della seconda guerra mondiale l’Europa era in rovina, occorreva una nuova filosofia delle relazioni internazionali, che si basasse sull’uguaglianza reale tra Stati e sulla volontà di cooperare. Grandi statisti come Schuman, Adenauer, De Gasperi, ebbero una grande intuizione. Una intuizione che ha portato, dopo vari passaggi e molti ostacoli, ad una unione sempre più stretta fra i popoli dell’Europa. Potremmo obiettare che una unione solo economica non ci interessa come cristiani, ma i livelli raggiunti di pace e stabilità, di libertà e democrazia, di tolleranza e rispetto dei diritti umani, di solidarietà e giustizia sociale, sono passati anche attraverso l’aspetto economico. Oggi se i principi sopra elencati fanno parte del “dna” dell’Europa è grazie alla sua storia e alle culture che l’hanno formata. Continuare questa storia significa alimentare quella radice attraverso un progetto culturale cristianamente ispirato.
“Oggi in Europa abbiamo bisogno di molta tolleranza, più che in passato, perchè apparteniamo tutti in un certo senso ad una minoranza (lingua, popolo, religione,..). Nutro la speranza che, grazie alla nostra secolare esperienza di convivenza, possiamo offrire al mondo il buon esempio”.
Così Romano Prodi, presidente della commissione europea, indicava un principio ispiratore e nello stesso tempo la sua finalità verso il mondo globalizzata.
Oggi come cristiani abbiamo necessità di capire come alimentare la pianta dell’Europa. Porci domande sull’Europa significa, non solo prepararci al voto di giugno, al quale andremo cercando di documentarci sui candidati e cosa propongono, non solo affidandoci agli slogan e ai luoghi comuni, ma chiedendoci quale contributo come cristiani possiamo portare. Una giornata tutti INSIEME come associazione ne viviamo una all’anno! Stare insieme tra famiglie, tra ragazzi, giovani e adulti, come una famiglia. Vogliamo riflettere con persone competenti, approfondire conoscendo le sante patrone d’Europa, pranzare, giocare e ballare nei luoghi “storici” dell’Azione Cattolica di Imola, riunirci attorno al Vescovo per la celebrazione eucaristica.
Chissà che da questa festa oltre ad essere più AC per questa Chiesa e questo Paese, non scaturiscano nuovi geni e nuove passioni. Lo sapevate che la scelta della bandiera dell’Europa, dodici stelle d’oro posizionate in cerchio su uno sfondo blu, avvenne tramite un concorso che fu vinto dal disegnatore cattolico francese Arsène Heitz. Il significato della bandiera riprende un’immagine della devozione alla Madonna propria del dodicesimo capitolo dell’Apocalisse: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”.
Ai simboli e agli ideali occorre dare “gambe” per rendere l’Europa non solo credibile ma CREDENTE.

Roberto Pinardi
Presidente diocesano Azione Cattolica di Imola